Valli dell'Ossola e Parco Nazionale Val Grande

Alpe Devero

Alla scoperta del Parco del Veglia
Il giro dei Laghi nel Parco dell’Alpe Devero
In Val Formazza, tra Laghi, Pascoli e Ghiacciai
La traversata Veglia – Devero - Formazza 
Un Canyon in mezzo alle Alpi
A Macugnaga, nel cuore del Monte Rosa
Il Lago delle Fate e le Miniere d’Oro
Incisioni rupestri nel Parco Nazionale Valgrande
Tra il Lago Maggiore e la Valgrande
La Traversata della Valgrande

I simboli utilizzati:

  Difficoltà

M Quota massima

¿ Tempi

ü Luogo di ritrovo

Ö Periodo ideale

J Prezzi

 


  Alla scoperta del Parco del Veglia

 

L’Alpe Veglia è una grande e bellissima conca di origine glaciale circondata da una catena di montagne che superano i tremila metri di quota. Tra esse spicca il Monte Leone, solitario ed immenso, che con i suoi 3553 metri è la vetta più alta delle Alpi Lepontine.

Il Monte Leone da Veglia

L’unico accesso è a sud, lungo una sterrata che d’inverno è intransitabile per l’alto pericolo di valanghe. Per questo Veglia è un angolo di mondo che la natura stessa (prima ancora che il Parco) ha saputo proteggere da un eccessivo sfruttamento, costringendo l’uomo ad una perfetta armonia con l’ambiente che oggi ogni escursionista attento può apprezzare.L’itinerario proposto arriva a Veglia lungo un panoramico percorso a mezza costa che raggiungeremo grazie ad una seggiovia. È il cosiddetto “sentiero dei fiori”, giustamente valorizzato dall’Ente Parco attraverso la realizzazione di un Sentiero Natura. Dopo un meritato pranzo con specialità montanare in uno dei rifugi dell’Alpe riprenderemo il cammino per compiere un periplo della conca che ci consentirà di esplorarne le enormi bellezze naturali. Poi, attraverso la sterrata, ridiscenderemo al paese ammirando l’impressionante forra scavata dal torrente Cairasca.

 Caratteristiche del percorso:

  Escursionistica

M 2050 metri s.l.m.

¿ giornata intera

ü San Domenico (VB)

Ö giugno - ottobre

J 155.00 €

 


  Il giro dei Laghi nel Parco dell’Alpe Devero

 

L’Alpe Devero è una stupenda conca verde immersa tra le montagne. Assieme alle grandi foreste di larici sono forse i laghi la sua caratteristica principale. Laghi piccoli e grandi, naturali e artificiali o, anche, resti di antichi bacini oggi scomparsi.

Lasciata la strada che sale all’Alpe, si entra in questo paradiso naturale dove l’uomo ha saputo mantenere una presenza discreta seppur tangibile. Anche il grande invaso artificiale di Codelago, il più esteso specchio d’acqua del Parco, non urta lo sguardo e la sensibilità dell’escursionista e le due piccole dighe sono ben mimetizzate tra i fitti boschi.

Devero, Lago Nero

Il mattino sarà dedicato ad una passeggiata fino ai piani alti di Devero: una balconata naturale attorno ai duemila metri di quota tra pascoli, laghetti e alpeggi, con la Punta d’Arbola, maestosa, sullo sfondo. Dopo la discesa ed un buon pranzo consumato nel caratteristico nucleo di Crampiolo si potrà utilizzare il pomeriggio per una visita a Codelago ed al Lago delle Streghe, concludendo poi la giornata con il tipico giro dell’Alpe. Un escursione rilassante e dai molti aspetti interessanti, un vero gioiello per tutti gli escursionisti.

 Caratteristiche del percorso:

  Escursionistica

M 2010 metri s.l.m.

¿ giornata intera

ü Alpe Devero (VB)

Ö giugno - ottobre

J 155.00 €

 


  In Val Formazza, tra Laghi, Pascoli e Ghiacciai

 

Proprio in cima al Piemonte, risalendo il corso del Toce verso la sua famosa cascata, si supera un ripido pendio e si entra nel magico mondo di Formazza. Questo insieme di villaggi racchiuso tra ripide montagne è terra dei Walser, il popolo di origine germanica  che nel XIII secolo, partendo dal Vallese, realizzò l’ultima grande colonizzazione delle Alpi.

L'Arbola

Proprio in cima a Formazza, partendo dal lago di Morasco, si svolge questa escursione. Dal bacino idroelettrico che ha sepolto l'omonimo villaggio si sale lungo la storica mulattiera che conduce al passo del Gries, antichissima via di comunicazione e commercio tra Milano e Berna. Si raggiungono così gli splendidi pascoli di Bettelmatt, dove ogni estate quattro persone lavorano alla produzione del rinomatissimo formaggio. Siamo ormai ben oltre il limite degli alberi e proseguiamo per ampie conche prative circondate da cime innevate di tremila metri (Arbola, Hohsandhorn, Blinnenhorn) per arrivare alle sponde del lago del Sabbione, su cui si affaccia l'omonimo ghiacciaio.

Questo grandioso panorama ci terrà compagnia durante il pranzo in un caratteristico rifugio, prima di rimettersi in cammino per fare ritorno a valle.

 Caratteristiche del percorso:

  Escursionistica

M 2515 metri s.l.m.

¿ giornata intera

ü Ponte Formazza (VB)

Ö giugno - ottobre

J 155.00 €

 


  La traversata Veglia – Devero - Formazza 

 

Quattro giorni di cammino, zaino in spalla, per conoscere gli angoli più belli delle Alpi Lepontine. Dalla conca dell'Alpe Veglia alla sua gemella Devero e da qui alla splendida Val Formazza, con i suoi insediamenti Walser (il popolo di origine germanica che nel XIII secolo, partendo dal Vallese, realizzò l’ultima grande colonizzazione delle Alpi) e la famosissima cascata del Toce.

Un viaggio affascinante, lungo i più bei Sentieri Natura allestiti dal Parco Veglia – Devero. Attraverso dolci pendii e stupende foreste di larici incontreremo gli animali al pascolo nelle ampie praterie ed i loro pastori, per poi trascorrere le serate nei più bei rifugi della zona, ospitati da gestori cordiali che sapranno rifocillarci con i sapori genuini della montagna.

Se non avete a disposizione tutti e quattro i giorni necessari potremo percorrere assieme solo una parte di questo sentiero, ne varrà comunque la pena. E qualsiasi sia l'itinerario che sceglieremo di seguire i dislivelli in salita non supereranno mai i mille metri, facendo di questo trekking una stupenda ed indimenticabile avventura alla portata di tutti!

 Caratteristiche del percorso:

  Escursionistica

M 2599 metri s.l.m.

¿ 4 giorni

ü Domodossola (VB)

Ö giugno - settembre

J 580.00 €

 


  Un Canyon in mezzo alle Alpi

 

Gli orridi di Uriezzo, in Valle Antigorio, sono una delle forme più caratteristiche e famose del paesaggio alpino, illustrati e citati in moltissimi testi. Sono costituiti da una serie di strette e profonde gole, dalla particolare forma a cilindri compenetrati, scavate dallo scorrimento vorticoso dell’acqua sotto i grandi ghiacciai quaternari. Non più percorse dall’acqua, queste stupende incisioni della roccia sono oggi facilmente visitabili.

Scendendo nell'Orrido

Partendo dalla bellissima chiesa di S. Gaudenzio a Baceno (XI secolo), scenderemo a visitare gli orridi e ci affacceremo sulle gole dove ancora scorre il Toce. Da qui saliremo alla caratteristica chiesa di Crego e poi, lungo una strada altamente panoramica, raggiungeremo il “Muro del Diavolo”, antica opera megalitica ricca di fascino e mistero. Arrivati a Maglioggio potremo finalmente assaggiare i piati tipici di una caratteristica osteria. 

Ripreso il cammino scenderemo nella bellissima piana di Verampio: camminando negli enormi prati incontreremo l’affioramento delle rocce più antiche delle Alpi, il cosiddetto “elemento zero”; saliremo poi lungo il corso del Toce alle “marmitte dei giganti” e da qui faremo ritorno a Baceno.

 Caratteristiche del percorso:

  Escursionistica

M 970 metri s.l.m.

¿ giornata intera

ü Baceno (VB)

Ö marzo - novembre

J 155.00 €

 


  A Macugnaga, nel cuore del Monte Rosa

 

Macugnaga è uno splendido villaggio fondato al cospetto della parete est del Monte Rosa dai Walser, il popolo di origine germanica che nel XIII secolo, partendo dal Vallese, realizzò l’ultima grande colonizzazione delle Alpi. Ed è proprio questa parete ghiacciata di dimensioni himalayane, articolata in quattro punte tra cui spiccano i 4633 metri della Dufur, l’attrattiva principale dell’escursione proposta.

Dalla stazione di arrivo della seggiovia del Belvedere si raggiunge in breve il Rifugio Zamboni Zappa, ai piedi della Est, dal quale la vista sulla parete toglie davvero il fiato.

Monte Rosa, parete Est

Qui, dopo una breve passeggiata per osservare più da vicino i segni della morfologia tipicamente glaciale della zona, si potrà pranzare con la tradizionale cucina offerta dai gestori della capanna. Nel pomeriggio l’itinerario prevede di traversare agli alpeggi abbandonati di Rosareccio, da cui si gode un’ottima vista che consente di apprezzare nel suo insieme la struttura a nuclei sparsi tipica di Macugnaga e di tutti i villaggi Walser. Da qui inizia una ripida discesa che in breve riporta alla stazione intermedia della seggiovia, con la quale si può fare ritorno a valle.

 Caratteristiche del percorso:

  Escursionistica

M 2150 metri s.l.m.

¿ giornata intera

ü Macugnaga (VB)

Ö giugno - ottobre

J 155.00 €

 


  Il Lago delle Fate e le Miniere d’Oro

 

Giovani escursioniste verso le miniere d'oro

Montagna incontaminata e montagna sfruttata. In Val Quarazza, a Macugnaga, questi due aspetti convivono in una originale armonia. Qui, ai piedi del Monte Rosa, si incontrano infatti due eclatanti esempi di sfruttamento del territorio alpino: un bacino idroelettrico ed i resti di una miniera d’oro. Ma questi due elementi non infastidiscono l’escursionista ed anzi contribuiscono a rendere l’idilliaco paesaggio della Quarazza ancor più interessante.

Da Macugnaga ci incammineremo lungo la storica mulattiera per il Colle del Turlo, antichissima via di comunicazione verso la Valsesia e la Val d’Aosta. Superati alcuni boschi di latifoglie ben presto si arriva allo sbarramento che delimita il Lago delle Fate. Da qui, attraverso una pianeggiante foresta di larici, si raggiunge la cosiddetta “Città morta”, cioè gli edifici diroccati di un’antica miniera d’oro. Dopo un buon pranzo sulle sponde del lago si potrà poi terminare la giornata alla Guja, l’unica miniera d’oro visitabile in Italia.

Caratteristiche del percorso:

  Turistica

M 1380 metri s.l.m.

¿ giornata intera

ü Macugnaga (VB)

Ö maggio - novembre

J 155.00 €

 


  Incisioni rupestri nel Parco Nazionale Valgrande

 

A due passi dal Lago Maggiore il Parco Nazionale della Val Grande protegge quella che è considerata l'area selvaggia più vasta d'Italia. La "wilderness", cioè la natura selvaggia, sta infatti riconquistando quest'area impervia, dove l'uomo nei secoli ha comunque vissuto e lasciato i suoi segni. Il paesino di Cicogna era ed è la piccola capitale della Val Grande: oggi una manciata di anime, un tempo oltre cinquecento abitanti. Da qui partiremo per visitare una testimonianza di presenze umane ancora più antiche, il famoso masso altare dell'Alpe Prà.

Una roccia rivolta al sorgere del sole, incisa da una trentina di vaschette semisferiche (le coppelle), la cui origine è misteriosa. Un luogo affascinante, da cui si ha un panorama eccezionale e che era probabilmente usato come logo di culto per riti propiziatori rivolti al soprannaturale.A pochi passi il rifugio "Casa dell'Alpino" ci permetterà di assaggiare i tipici piatti della cucina di montagna. La discesa avverrà poi per un differente sentiero che ci permetterà di prendere contatto con il lato più selvaggio del Parco. Non mancheranno comunque altre testimonianze della secolare presenza dell'uomo: splendidi alpeggi ed anche un forno per la calce misteriosamente immerso nella foresta.

Il masso altare

 Caratteristiche del percorso:

  Turistica

M 1311 metri s.l.m.

¿ giornata intera

ü Cicogna (VB)

Ö marzo - novembre

J 155.00 €

 


  Tra il Lago Maggiore e la Valgrande

 

Il Monte Faiè (faggeta) è uno dei luoghi più belli del Parco Nazionale Valgrande. Un balcone da cui lo sguardo spazia su due realtà estremamente diverse: quella degli uomini e quella della natura. Da un lato la bassa Val d'Ossola che sfocia nei Laghi di Mergozzo e Maggiore, le pendici granitiche del Montorfano e del Mottarone e, un po’ in disparte, il Lago d'Orta; più in là la pianura industrializzata, Milano. Voltando le spalle ecco boschi immensi, montagne selvagge, silenzi: è la Val Grande. Un contrasto che fa riflettere.

Il lago Maggiore dal Faiè

L'itinerario segue un Sentiero Natura di recente realizzazione, che giustamente valorizza questa bella escursione. Dall'Alpe Ompio si sale attraverso boschi dapprima brulli, poi, raggiunta la cresta, ecco le splendide faggete. È il segno dell'antico sfruttamento di questi monti, ancor più evidente nei resti della teleferica che portava fuori dalla Valle il legname tagliato. Lungo la via del ritorno un rifugio ed una trattoria offrono valide alternative alla nostra voglia di ristorarci: dopo l'imbarazzo della scelta… buon appetito!

 Caratteristiche del percorso:

  Turistica

M 1352 metri s.l.m.

¿ mezza giornata

ü Alpe Ompio (VB)

Ö marzo - novembre

J 95.00 €

 


  La Traversata della Valgrande

 

La traversata della Val Grande è da sempre sinonimo di avventura. Due giorni di cammino lungo sentieri poco battuti, attraversando fitti boschi e ammirando panorami mozzafiato.

Il Val Grande, all'orizzonte il Rosa

Un bivacco attorno al fuoco, cucinandosi qualcosa alla buona, lavandosi al torrente e dormendo in un riparo di fortuna (meglio ancora sotto le stelle!). Esperienze uniche, che ci riportano alle nostre origini, alla nostra natura. Un unico sentiero collega la Val d'Ossola alla Val Vigezzo, Premosello a Malesco. In mezzo c'è la Val Grande. Quando quel sentiero sarà passato sotto i vostri scarponi, quando i binari della "Vigezzina" vi riporteranno verso la vostra automobile, la natura selvaggia avrà forse lasciato un segno anche dentro di voi.

 Caratteristiche del percorso:

  Escursionisti Esperti

M 1841 metri s.l.m.

¿ 2 giorni

ü Premosello (VB)

Ö aprile - ottobre

J 290.00 €

 


 

Contattateci per qualsiasi informazione

o per ricevere gratuitamente una copia dei nostri cataloghi.

 

VEDOGIOVANE

Via dei Frassini, 16 - 28021 Borgomanero (No)

Tel. 0322.836449 Fax 0322.831504

E-mail: ambiente@vedogiovane.it