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Casa e abitare nel 2020

casa e abitare nel 2020

In un istante, immersi nelle nostre vite frenetiche, ci siamo lasciati dietro le spalle una porta chiusa che ci ha confinato tra le quattro mura di casa, inaugurando un anno – il 2020 – davvero particolare. Lì, sotto quel tetto che ci protegge la sera, si è improvvisata una scuola, un ufficio, uno spazio di preghiera, una palestra, un bar per un aperitivo virtuale con gli amici. Così, l’anno trascorso fino ad oggi, ci ha sbattuto in faccia la consapevolezza che casa è un luogo, ma sono soprattutto le persone che lo abitano e guardarsi negli occhi tutti i giorni e tornare a vivere insieme a mamma e papà, ai compagni, alla moglie e al marito, ai fratelli o ai coinquilini – ventiquattro ore su ventiquattro – ha lasciato i suoi segni, sia personalmente che nelle relazioni. 

La casa è un bene prezioso, non solo materiale: ci permette di prenderci cura di noi stessi e di metterci alla prova nel tessere e sviluppare relazioni. All’idea della casa, associamo spesso l’immagine di un nucleo: la famiglia, i colleghi, gli amici, gli amori, gli studenti fuori sede. 

Ma cos’è la casa per ciascuno di noi?

Come vive una mamma di casa famiglia? Come si sente un adolescente a condividere quotidianamente alcuni spazi con altri coetanei e adulti diversi dai genitori? Di cosa si accorge una mamma che torna a vivere a stretto contatto coi suoi figli? Abbiamo posto queste e altre domande ad alcuni professionisti, colleghi e amici chiedendo loro di raccontare, scrivendo, la loro esperienza di casa e di abitare in questo anno 2020. Una sezione del blog ( www.vedogiovane.it/blog/) sarà preposta a raccogliere le storie e le riflessioni intorno al tema.

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