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Vedogiovane ha una forte tradizione legata al cinema. Fin dall'inizio infatti questo ambito ha caratterizzato la sede borgomanerese con 13 rassegne di cineforum in città (dal 1989 fino al 1996). Successivamente si è puntato su un'iniziativa estiva (quindi "fresca", "leggera", simpatica e giovanile) e con delle caratteristiche culturali specifiche, ma itinerante per portare il cinema (la grande visione collettiva) là dove la sala cinematografica non esiste più. Si è definita così la formula della rassegna "Cinegirando", che si caratterizza per essere una visione collettiva all'aperto. Ma ripartiamo dall’inizio… Il cinema è nato con un’indole vagabonda, da artista di strada che raccoglie intorno a sé piccole folle di curiosi. Dopo i primi passi ha trovato casa, nel buio delle sale numerosissime solcate da un fascio di luce. Poi si è fatto piccolo per trovare tante case, attraverso la tv, ma ha visto chiudere molte delle sue sale, ormai con troppe poltroncine troppo spesso vuote. Ed è diventato negli anni un passatempo tra i tanti, ha quasi smarrito il suo essere evento, il suo raccogliere persone attorno ad immagini e suoni condivisi. Per Vedogiovane Cinegirando è rispolverare l’immagine dell’artista un po’ mago (Meliés, uno dei padri del cinema, non per niente era un illusionista) che giunge in paese per incantare con le sue storie. Il trucco più eclatante è la trasformazione di quell’angolo di paese (piazza, parco, spiaggia… poco importa) visto mille volte in qualcosa di diverso, in uno spazio dove le emozioni ed i pensieri si moltiplicano perché condivisi tra tante persone. Qui sta anche la soddisfazione del proiezionista che, mentre cita a memoria per sé un frammento di dialogo ormai udito già una decina di volte in altre serate, resta ancora curioso ad attendere la risposta della platea: l’incanto dei bambini impegnati a sognare, l’effetto eco di chi subito ripete al vicino la battuta che continua a scatenargli il riso, quel silenzio che si sente fortissimo e vuol dire suspense o quello di chi ingoia l’aroma amaro che lascia una scena triste. Il bello del cinema all’aperto è il senso di unione delle persone che tornano ad abitare la piazza, il luogo pubblico, usando il cinema come pretesto per trovarsi insieme ed essere coinvolti nella magia di essere soggetto collettivo: pubblico. C’è il senso di essere pubblico, di essere evento, che la sala non dà. La sala permette più riflessione, più critica sulle immagini: all’aperto ci sono sensazioni immediate e moltiplicate da chi siede al tuo fianco o due file più avanti, c’è lo stare fuori in una sera estiva che è placebo efficace contro eccessive preoccupazioni esistenziali e/o cinefile. Qui sta il senso dei criteri di scelta dei film, perché ci piace che il pubblico non si debba interrogare troppo sull’opportunità di un piano-sequenza o sulla corretta decodifica di ogni minuto simbolismo, ma anche che valga la pena spendere qualche parola di riflessione su quanto visto, anche dopo che la pellicola si è avvolta completamente attorno all’ultima bobina. Puntare sul cinema è investire sulla cultura, quella che le persone scompongono e ricompongono parlando delle proprie idee, ripescando le emozioni vissute.
Con l’estate 2009 si è arrivati alla quattordicesima edizione di Cinegirando, che in questi anni ha visto oltre 410 serate di proiezioni, con 113 pellicole in 50 Comuni ed è stato visto da circa 40.000 persone. Di seguito si riportano i programmi:
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