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La casa rappresentazione delle parti del sé… abitarla per abitarsi. 

Si può interpretare labitazione come lutilizzazione di un utilizzabile” fra tanti utilizzabili. La casa servirebbe allabitazione come il martello serve a piantare un chiodo o la penna a scrivere. Essa fa parte infatti dellarmamentario delle cose necessarie alla vita delluomo. Serve a ripararlo dalle intemperie, a nasconderlo dai nemici e dagli scocciatori.  

E tuttavia, nel sistema di finalità in cui si situa la vita umana, la casa occupa un posto privilegiato. ( 

Il ruolo privilegiato della  casa non consiste nellessere il fine dellattività umana, ma nellesserne la condizione e, in questo senso, linizio. 

Luomo si situa nel mondo come se fosse venuto verso di esso partendo da una sua proprietà, da una casa sua nella quale può in ogni istante,  ritirarsi. 

Luomo si pone allesterno partendo da unintimità.  

Emmanuel Levinas – Totalità ed infinito – Jaca Book 

Sono partito da questa citazione per mettere a fuoco una dimensione della casa, una dimensione dellabitare che mi sembra particolarmente interessante affrontare in questo tempo: la casa come luogo rappresentativo dellinteriorità in cui ciascuno di noi posizione la propria intimità per prepararsi allincontro con lesteriorità del mondo sociale e per la conseguente azione trasformatrice della realtà. 

Il raccoglimento in questo luogo indica una sospensione delle reazioni immediate sollecitate dal mondo, in funzione di una maggiore attenzione rivolta a se stessi.  

In questo tempo siamo stati accompagnati  dagli eventi a cogliere questa sospensione come una attenzione fortemente sociale e di cura del mondo. 

Prendersi cura del mondo ritirandosi nella dimora è stato linvito che il lockdown ci ha accompagnato a sperimentare e forse dovremo nuovamente vivere.  

Un ritiro che era/è per lesistenza dellaltro, degli altri. Un ritiro pro-sociale.  

Un movimento che io amo definire deponente che tutti quegli atteggiamenti, che come i verbi latini, si presentano in forma passiva ma con un forte  valore attivo. 

E’ interessante questa rappresentazione della dimora come contenitore che separa dal mondo e amplifica la dimensione dellinteriorità, che predispone uno spazio di transizione tra lintimità del cuore, del corpo, del familiare e lesteriorità del mondo, del fare, del sociale e che mette in scena le specificità dellanima per disegnarne le forme dellazione una volta che si è  attraversata la soglia. E’ interessante giocare con questa immagine della casa come il luogo del conosciuto che prepara allincontro con la diversità che sta fuori, con limmagine della porta, delluscio che ci rimanda lidea che la casa è fatta per essere disponibile ad aprirsi, per permettere di essere abitata e lasciata per uscirne e per facilitare lapprodo, dopo essersi preparati, al fuori, alla piazza, allagorà e al kosmos. E’ interessante pensare alle stanze che la compongono: la spazio del riposo, della condivisione del cibo, della cura del corpo, dellospitalità, della conservazione dei beni, vocate ai diversi aspetti della vita personale e affettiva. Ed è interessante mettere in relazione interno psichico, interiorità abitativa, dimensione esteriore. Per continuare a raccontare la casa nella logica del simbolo  e  della metafora proviamo a visitarla: la prima cosa che incontriamo è luscio che esso sia rappresentato da una porta o da un portone. Ed è il primo impatto che abbiamo col la casa, la sua possibilità di accesso e la sua difesa: come la vogliamo? Blindata, leggera, aperta chiusa… e cosa ci dice al suo primo apparire? Il patio o lingresso ci dicono che esiste una zona intermedia che ci accompagna ad una zona di maggior intimità, ci dice di un percorso che va fatto per entrare più in profondità attraversando uno spazio dove deporre gli abiti indossati fuori, avvertire il primo calore, sentire gli odori familiari; e poi la cucina che scopriamo come luogo del nutrimento e dellaccoglienza ospitale dove sostare per allestire la sostanza e la scena della convivialità; il soggiorno in cui la convivialità si fa conversazione, lettura, gioco e affaccio tramite uno schermo al mondo e dove si incontrano gli ospiti in questo continuo giocar dentro e fuori, magari troviamo nei pressi anche una  biblioteca dove cultura e memoria alimentano la costruzione del sé e della progettualità personali per poi approdare alla camera da letto come  spazio del riposo, del sogno e dellintimità amorosa, vicino la stanza del bagno dove la cura del corpo regna padrona e nelle dimore più ampie possiamo scorgere il laboratorio o lo studio come luoghi di accesso alla esteriorità produttiva in situazione protetta. 

 La casa rappresentazione delle parti del sé… abitarla per abitarsi. Cosa vuol dire non poterla abitare, non averla? 

Pensateci.

Michele Marmo.

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